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07.04.2026

Concluso il progetto di inclusione abitativa "Housing First"

Il 31 marzo si è concluso Housing First, progetto realizzato dalla Cooperativa Sociale River Equipe per accompagnare persone con background migratorio verso l’autonomia. Un percorso basato su relazioni, consulenza e momenti di formazione.

A Bolzano, negli ultimi quindici mesi, si è sviluppato Housing First, un percorso di accompagnamento strutturato verso l’autonomia gestito dalla Società Cooperativa Sociale River Equipe, ente del Gruppo Volontarius, in collaborazione con i servizi socio-assistenziali del territorio, e calibrato sulle esigenze di nuclei familiari – anche monoparentali – e persone singole vulnerabili con background migratorio. Non una semplice accoglienza, dunque, ma un percorso fatto di passaggi concreti e di piccoli, quotidiani passi avanti.

„Le persone inserite sono state accolte presso il Centro di Accoglienza in Emergenza Gorio 2, in via Macello a Bolzano, o in ‛alloggi ponte' – spiegano le operatrici Elisa Zoletto e Sara Zoico, che hanno lavorato alla realizzazione dell’iniziativa –. Il lavoro si è articolato tra il sostegno all’accesso a corsi di lingua e percorsi professionalizzanti, accompagnamenti ai servizi sanitari e amministrativi, oltre al supporto nella ricerca di un lavoro e di un alloggio“. Parallelamente, nel corso di questi mesi, River Equipe ha organizzato momenti formativi dedicati alla gestione della vita quotidiana: dall’amministrazione delle finanze all’orientamento in città, fino agli incontri con un avvocato su temi centrali come diritto al lavoro, alla cittadinanza e all’abitare. Non sono mancati, tuttavia, gli ostacoli strutturali.

„Uno scoglio contro il quale siamo andate puntualmente a scontrarci è legato all’assenza della residenza“, spiega Sara. Le difficoltà a portare a termine con successo le pratiche di iscrizione anagrafica sono tante, a causa della complessità della procedura, requisiti stringenti e tempi di attesa eccessivamente lunghi. „Questo passaggio blocca quasi sempre l’iscrizione alle agenzie del lavoro e l’apertura di un conto in banca“. Una difficoltà concreta che, in particolare nell’ultimo caso, può rallentare l’accesso a un’occupazione stabile.„Uno scoglio contro il quale siamo andate puntualmente a scontrarci è legato all’assenza della residenza.“

A raccontare la portata dell’iniziativa sono anche i dati: tra gennaio 2025 e marzo 2026 sono state prese in carico complessivamente 70 persone provenienti da 16 Paesi diversi, tra cui 20 nuclei familiari e 4 uomini singoli vulnerabili. I minori rappresentano il 62 percento del totale. Di queste, 9 persone hanno già raggiunto un’autonomia abitativa, trovando casa sul mercato privato. Buona anche la partecipazione ai corsi di formazione, che hanno visto 22 adulti prendere parte al corso „Housing“, mentre in 16 hanno seguito la formazione giuridica.

Dietro i numeri ci sono ovviamente altrettante storie individuali. Come quella di J., arrivata a Bolzano a gennaio di quest’anno insieme alle sue due figlie e accolta al Gorio 2. „All’inizio – raccontano le operatrici – era spaesata e impaurita, ma con il passare delle settimane ha trovato un equilibrio e ha cominciato a investire sul suo futuro“. Oggi le bambine frequentato la scuola elementare e J. dedica gran parte della giornata allo studio dell’italiano. Nel suo Paese aveva iniziato un percorso universitario in giurisprudenza, interrotto bruscamente a causa della fuga. Anche per questo ha seguito con particolare interesse gli incontri legali proposti da „Housing First“. „Penso sia fondamentale conoscere i diritti e i doveri che regolano la realtà in cui vivo e, quindi, sapere cosa è consentito o non è consentito fare – sottolinea –. Questo vale per me e per gli altri“.

In questi mesi, l’elemento che ha fatto la differenza per J. è stata la relazione con le operatrici, fatta di gesti semplici e al tempo stesso concreti: dal messaggio di „buongiorno“ agli accompagnamenti, compresi quelli più delicati. „Ricordo la prima volta all’ospedale di Merano. Avere accanto Sara mi ha aiutata a capire come funziona il sistema sanitario e, soprattutto, a superare la paura“. Oggi l’obiettivo di J. è chiaro: iscriversi a un corso per diventare operatrice sociosanitaria. Per farlo deve raggiungere il livello B1 di italiano e per questo continua a studiare con determinazione. „È un investimento necessario per riuscire a trovare un lavoro stabile, sia in termini di stipendio sia di contratto“, spiega.

Storie come quella di J. mostrano che, anche dentro contesti di vita complessi, è possibile costruire basi solide per il futuro. Il termine del progetto lascia dunque un patrimonio fatto di competenze, relazioni e percorsi avviati, ma soprattutto la consapevolezza che l’autonomia non è un punto di partenza, bensì un processo che richiede tempo, strumenti, accompagnamento e spazio per l’autodeterminazione delle persone.  Princìpi che Housing First ha portato avanti con convinzione.

 

HOUSING FIRST è un progetto realizzato dalla Società Cooperativa Sociale River Equipe, ente del Gruppo Volontarius, in collaborazione con l‚Ufficio Inclusione Sociale Lavorativa e Abitativa (UISLA) e per conto dell‘Azienda Servizi Sociali di Bolzano (ASSB). Il progetto è finanziato nell’ambito del PNRR (Misura 5 Componente C2 - Investimento 1.3 – Sub-Investimento 1.3.1 Housing First).

Il Centro di Accoglienza in Emergenza di nuclei familiari Gorio 2 è una struttura gestita dal RTI formato dall’Associazione Volontarius ODV e dalla Società Cooperativa Sciale River Equipe, enti del Gruppo Volontarius, su incarico dell’Azienda Servizi Sociali Bolzano (ASSB).