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26.05.2026

LGNet3: un accompagnamento verso l'autonomia abitativa

Il progetto LGNet3, finanziato dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI), opera in 22 comuni italiani per migliorare le condizioni abitative di cittadini stranieri regolari. A Bolzano l’Azienda Servizi Sociali (ASSB) ha affidato la realizzazione alla Società Cooperativa Sociale River Equipe e all’Associazione Volontarius ODV, che lavorano in stretta sinergia con l’Ufficio per l’Inclusione Sociale, Lavorativa e Abitativa. Ne parliamo con Lorenza Iellici, responsabile del progetto, e con Miguel Hernandez Alonso, referente operativo.


Come si declina concretamente il progetto?

Lorenza Iellici: L’obiettivo è migliorare le condizioni abitative di persone migranti regolari e stabili sul territorio, in un’ottica di prevenzione della marginalità e di sostegno all’autonomia. Lavoriamo con un'équipe multidisciplinare in stretta collaborazione con i servizi sociali territoriali. Le persone ci vengono segnalate dai distretti, dalle strutture di accoglienza e dal terzo settore, oppure arrivano autonomamente tramite passaparola.

Miguel Hernandez Alonso: Il progetto è rivolto a persone migranti in situazione di stress abitativo, come chi deve lasciare l’alloggio perché il proprietario vende, chi perde il lavoro, chi si ritrova improvvisamente in difficoltà dopo anni di stabilità o chi esce dai percorsi di accoglienza. Contiamo molto sull’attivazione delle risorse personali e il nostro compito è accompagnare le persone attraverso alcuni passaggi fondamentali. Tra questi, un piano di risparmio e di gestione economica efficace e la stabilizzazione lavorativa sono elementi propedeutici per affrontare la ricerca di un’abitazione.

 

Come valutate, a oggi, la vostra esperienza?

Lorenza Iellici: Molto positivamente. Le persone beneficiarie del progetto non hanno mostrato difficoltà né con i pagamenti né con i rapporti di vicinato. Chi seguiamo ha fatto molta fatica per arrivare fin qui e, una volta ottenuta una casa, difficilmente se la lascia sfuggire. Gli sfratti che abbiamo registrato non sono avvenuti per morosità, ma perché il proprietario ha deciso di venderel’immobile.

Miguel Hernandez Alonso: Il successo più grande per noi è quando le soluzioni vengono trovate direttamente dalle persone. Il nostro ruolo è accompagnarle verso l’autonomia abitativa, valorizzandone competenze e percorsi individualie preparandole all’accesso al mercato immobiliare privato. In questo modo, al momento dell’avvio della ricerca casa, sono più motivate e meglio attrezzate.
 

Da settembre 2024 ad aprile 2026, 61 persone inserite in progetto hanno trovato un appartamento in autonomia.


Quali sono le maggiori difficoltà che incontrate?

Miguel Hernandez Alonso: Innanzitutto i prezzi, altissimi sia a Bolzano sia nei dintorni, compresi i paesi periferici che sono molto turistici. Influiscono anche la diffidenza generalizzata e le condizioni imposte dai proprietari, che, oltre ad uno contratto di lavoro a tempo indeterminato, valutano l’assenza di figli e animali.

Lorenza Iellici: Per quel che riguarda le persone in uscita dalle strutture di accoglienza, si registra un blocco nel sistema. Gli ingressi nelle strutture continuano a mantenersi elevati, sia per nuclei familiari sia per persone singole, mentre i percorsi di uscita risultano molto più lenti proprio a causa della scarsità di soluzioni abitative e alternative concrete all’accoglienza istituzionalizzata. Il progetto nasce infatti anche con l’obiettivo di agevolare il turnover all’interno di queste strutture.


Vi capita di imbattervi in tentativi di truffa?

Miguel Hernandez Alonso: Ce ne sono diverse, anche se è possibile individuarle prestando attenzione ai dettagli degli annunci. Un prezzo eccessivamente basso è spesso il primo segnale. Un monolocale a 500 euro a Bolzano non esiste più da anni. Se le foto dell’immobile assomigliano più a un hotel o i proprietari dichiarano di essere all’estero chiedendo pagamenti anticipati, è molto probabile che si tratti di una truffa.

Lorenza Iellici: Abbiamo avuto anche casi più „raffinati“. Persone che si spacciavano per proprietari, ma in realtà avevano preso l’alloggio in affitto da terzi, proponendo alle persone che seguivamo contratti irregolari a canoni maggiorati. Una famiglia si è ritrovata poi senza casa quando il finto locatore è fallito e la situazione è emersa.


Quali cambiamenti strutturali sarebbero necessari per migliorare la situazione degli affitti a Bolzano?

Lorenza Iellici: È auspicabile una maggiore semplificazione dei processi amministrativi e burocratici. In diversi casi, interventi di recupero o di messa a disposizione di soluzioni abitative possono essere attivati in tempi relativamente rapidi da parte del privato sociale, mentre procedure pubbliche più articolate — tra affidamenti, verifiche e iter autorizzativi — tendono ad allungare i tempi di realizzazione. Anche il tema dei contributi merita una riflessione: lemisure di sostegno economico incidono sull’andamento dei prezzi, contribuendo all’ampliamento della cosiddetta „fascia grigia“: persone che non accedono all’IPES ma che faticano a sostenere i costi del mercato libero. In questo contesto, a fronte di un’incidenza delle spese abitative che in Alto Adige arriva spesso al 60-70% del reddito familiare (ben oltre il 30% generalmente considerato sostenibile), appare opportuno avviare una riflessione più ampia sull’impostazione delle politiche abitative e sugli strumenti di sostegno, al fine di renderli più efficaci ed equilibrati.

Miguel Hernandez Alonso: Il problema abitativo non riguarda solo le persone migranti, ma tocca tutti. A Bolzano arrivano lavoratori e studenti e da tempo le risposte abitative non tengono il passo. Un cambio di politica dell’abitare è auspicabile per far fronte a tutte queste situazioni complesse e per evitare il rischio di cronicizzare l’assistenza.

 

Crediti
LGNet3 è realizzato dalla Società Cooperativa Sociale River Equipe e dall‚Associazione Volontarius ODV per conto dell‘Azienda Servizi Sociali di Bolzano (ASSB), coordinato dal Ministero dell’Interno - Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione, in collaborazione con ANCI e finanziato dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021-2027.