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29.11.2021

Volontarius vola a Bruxelles!

I nostri referenti dell’area accoglienza minori sono stati invitati in qualità di esperti al convegno del progetto “Children’s Alternatives to Detention protecting their Rights in Europe (CADRE)” a Bruxelles. 

Il Capo Area Minori e Famiglie, Simone Bracalente, e la referente della struttura di seconda accoglienza per Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA) “Casa San Valentino”, Maria Elena Crescentini, sono stati invitati dall’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione ASGI a partecipare ad un convengo transnazionale del progetto CADRE svoltosi ad ottobre a Bruxelles per portare la propria esperienza nell’ambito dell’accoglienza dei MSNA in Alto Adige. “Al convegno, oltre all’Italia, erano presenti sei Paesi dell’Unione Europea: Malta, Grecia, Bulgaria, Polonia, Belgio e Ungheria.” - racconta Maria Elena Crescentini. 

“Nelle due giornate di workshop, abbiamo portato il modello di accoglienza alto atesino che negli ultimi vent’anni si è sviluppato  grazie ad una virtuosa co-progettazione e condivisione degli intenti tra le autorità, le organizzazioni del terzo settore e gli enti pubblici a favore di chi si trova in difficoltà. In particolare collaboriamo con l’Ufficio provinciale per la Tutela dei minori e l'inclusione sociale e l’Ufficio della Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza di Bolzano” aggiunge Simone Bracalente.

I rappresentanti del Gruppo Volontarius hanno inoltre illustrato la fitta rete di figure professionali coinvolte nella tutela dei minori, come ad esempio il case-manager, gli educatori delle comunità, i servizi specialistici e, non da ultimo per importanza, quello del mediatore linguistico-culturale.

“Nel nostro approccio, proprio la figura di mediazione in ambito etnoclinico svolge un ruolo fondamentale nel supporto che i progetti di accoglienza del Gruppo Volontarius offrono alle persone migranti accolte” sottolinea Simone Bracalente.

"In molti dei Paesi che hanno preso parte al convegno non esistono progetti di accoglienza strutturati per ragazzi minori che arrivano soli sul territorio europeo. L’accoglienza conta unicamente sul supporto volontario dei cittadini più sensibili senza alcun coordinamento tra il terzo settore, le istituzioni e le forze dell’ordine. Il nostro intervento è stato quindi finalizzato a presentare esperienze positive e pratiche innovative come contrasto all’automatico collocamento dei minori migranti in centri di reclusione" continua Maria Elena.

“Partecipare al convengo e rappresentare l’Italia è stato per noi fonte di grande soddisfazione e orgoglio. L’Alto Adige può vantare di essere uno dei migliori luoghi di accoglienza per minori stranieri non accompagnati in Europa”, conclude Maria Elena Crescentini.

Scopri di più sul progetto qui.